Qual è il significato per i Lavoratori e le Lavoratrici del Natale quest’anno?

E’ da qualche anno ormai che non si fa altro che parlare di crisi, non è vero? Se andiamo indietro a leggere gli articoli che abbiamo scritto più di 2 anni fa, il lietmotiv è sempre lo stesso, sembra che non si arrivi mai a toccare il fondo per poi risalire, magari con un bel salto!babbo povero natale

Quest’anno poi, come abbiamo scritto anche nel precedente articolo, tutto sembra rallentato, quasi congelato. Questo si nota anche nelle strade natalizie e nei negozi dove c’è poco movimento…dove le persone parlano delle difficoltà nell’ affrontare questo Natale di crisi e dell’anno che verrà che non sembra molto promettente….

Per tutti coloro che non hanno un lavoro, che lo hanno perso magari proprio quest’anno, che sono in cassaintegrazione o in mobilità, per i giovani precari e per gli over 40 che fanno fatica a reinserirsi in uno scenario recessivo come quello attuale, non è di certo un periodo facile!

E tutto questo sembra stridere con l’atmosfera natalizia, quasi magica e ovattata, con i presepi innevati e gli abeti scintillanti…….

Qual è allora  il significato del Natale quest’anno?

L’altra sera guardando  presepe abbiamo osservato con un occhio un po’ diverso dal solito, meno poetico e più realista:  una famiglia “precaria” ospitata in una grotta, una famiglia povera con un bambino appena nato, visitata non dai potenti ma dai pastori, dai poveri e dagli emarginati. E sappiamo che il destino che attende questa famiglia non è di certo “da favola”: ci sarà la persecuzione, la fuga in un paese straniero e le difficoltà di ritornare e di reinserirsi…

Riflettendo su questo abbiamo capito che il significato di questo Natale può essere proprio quello di accendere una luce nell’oscurità e nelle nebbie di questo periodo, di preservare, accrescere e condividere la speranza di un cambiamento.

Se ci facciamo contagiare dal pessimismo dilagante, dalle preoccupazioni e dalle paure, non solo viviamo in uno stato di continuo malessere, ma non siamo neanche in grado di fare concrete azioni positive e costruttive!

Il Natale ci comunica che al di là delle apparenze nefaste si nascondono dei segni di speranza, che il cambiamento nasce dal di dentro prima ancora che all’esterno e che se sappiamo tenere accesa la nostra debole fiamma scossa dal vento, possiamo illuminare e riscaldare noi stessi e gli altri!

Vi facciamo gli Auguri con le illuminanti parole che Albert Einstein scrisse nel lontano 1930 (nel bel mezzo della crisi del ’29):

“Non possiamo  pretendere che  le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi.

La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla  notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi  supera sé stesso senza essere ‘superato’.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni.

La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle  persone e delle nazioni  è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita.

Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito.

E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il  conformismo. Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.”

 

 

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