
Il 1° maggio in Italia si conferma spesso una ricorrenza dal sapore agrodolce, trasformandosi da semplice celebrazione a momento di riflessione critica sulle condizioni lavorative attuali.
Perché il 1° Maggio può essere considerato una “festa amara”?
- Sicurezza sul lavoro: Nonostante sia una giornata di festa, il tema centrale è spesso la tragica frequenza degli incidenti sul lavoro. Il primo maggio è un momento per ricordare chi ha perso la vita lavorando e per chiedere più sicurezza.
- Lavoro povero: Si assiste a una preoccupante crescita del fenomeno dei “working poor”, ovvero lavoratori che, nonostante abbiano un impiego, non riescono a raggiungere una soglia di reddito dignitosa, specialmente in un contesto di inflazione.
- Situazioni di crisi: Specifiche vertenze, come ad esempio il caso dell’ex Ilva di Taranto, rendono il primo maggio una giornata di mobilitazione e protesta piuttosto che di pura festa, con migliaia di operai in situazioni di incertezza occupazionale.
- Invisibilità dei lavoratori: Riflessioni storiche e sociologiche evidenziano come il lavoro stia perdendo la centralità che aveva nel Novecento, rendendo i lavoratori “invisibili” e “schiacciati” dalle nuove dinamiche di mercato.
Significato e Origini
Nonostante queste criticità, il 1° maggio mantiene il suo profondo significato storico:
- Origini: Nato per commemorare le lotte dei lavoratori di Chicago del 1886 per la giornata lavorativa di 8 ore.
- Riconoscimento in Italia: Istituita nel 1891, la festa è stata ripristinata nel 1945 dopo la sospensione durante il ventennio fascista.






IL COORDINAMENTO NAZIONALE DELL'A.S.La COBAS, IL 7 FEBBRAIO 2015, A SEGUITO DI VOTAZIONE DELL'ASSEMBLEA, CON IL 75% DEI VOTI A FAVORE, HA DELIBERATO L'ADESIONE AL T.U. SULLA RAPPRESENTANZA SINDACALE DEL 14 GENNAIO 2014
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