VIGILANZA PRIVATA: le condizioni lavorative per i dipendenti della vigilanza privata e servizi fiduciari, sono caratterizzate da un elevato tasso di precarietà, bassi salari e alta rotazione del personale. L’A.S.La COBAS Vigilanza Privata chiede’ salari più alti, maggiore sicurezza e una regolamentazione dei cambi di appalto per contrastare la precarietà.

Il settore della vigilanza privata in Italia nel 2025-2026 vive una profonda contraddizione: a fronte di una crescente domanda di sicurezza, le condizioni lavorative per i dipendenti sono caratterizzate da un elevato tasso di precarietà, bassi salari e alta rotazione del personale. 

Ecco i principali elementi della crisi occupazionale nel settore:

  • Salari Bassi e Precarietà: Una parte significativa dei lavoratori, specialmente nei servizi fiduciari (non armati), riceve retribuzioni considerate non dignitose, spesso comprese tra 1000 e 1300 euro lordi mensili. Nonostante i recenti adeguamenti salariali (accordi 2024/2025), molti operatori lavorano sotto i minimi previsti da una contrattazione collettiva realmente solida.
  • Contratti di Fiduciarietà vs Guardie Giurate: Si assiste a una sostituzione delle guardie giurate (GPG), che hanno un contratto più tutelato, con figure dei “servizi fiduciari” (più precari e meno pagati), addetti al controllo di siti meno sensibili.
  • Difficoltà di Reclutamento e Ritenzione: A causa delle condizioni di lavoro difficili e dei turni pesanti (spesso notturni o festivi), le aziende faticano a reclutare e, soprattutto, a trattenere personale qualificato.
  • chiediamo maggiore sicurezza e aumenti dei salari L’A.S.La COBAS Vigilanza Privata chiede’ salari più alti, maggiore sicurezza e una regolamentazione dei cambi di appalto per contrastare la precarietà.
  • Il Ruolo degli Appalti: Il lavoro in appalto spesso determina la frammentazione dei diritti. I sindacati denunciano la necessità di una regolamentazione più stringente, specialmente quando la vigilanza privata viene usata per sostituire figure pubbliche (es. “Strade Sicure”). 

Nonostante le aziende del settore registrino fatturati in crescita e un boom di richieste (104mila occupati, 1500 imprese, oltre 3,6 miliardi di fatturato), la qualità del lavoro rimane un problema centrale. 

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