La disoccupazione è in aumento. Il resto sono balle e il “Jobs act”?

Il tasso relativo al primo semestre 2016 è tornato a salire, sia pure di poco (0,1 per cento) – la nuova tegola piovuta sulla testa di Matteo Renzi. Il dato, diffuso dall’Istat, dovrebbe riportare il premier coi piedi per terra costringendolo a rendersi conto che – al di là dei suoi proclami, dei suoi annunci e delle sue promesse – l’Italia è ancora alle prese con nodi irrisolti. Tra questi, la disoccupazione resta il più drammatico. Secondo l’Istat, il tasso di disoccupazione nel primo semestre 2016  è pari all’11,7 per cento, un decimale in più rispetto al primo semestre 2015. In valori assoluti si tratta di 42.000 unità. Cifra certo non eccessiva, ma che suona come un controcanto inconfutabile rispetto alle mirabolanti prospettive affidate da Renzi al suo Jobs act.Jobs act.2

Ennesimo schiaffo a Renzi:la disoccupazione non scende

L’unico merito del Jobs Act? Permettere a molti precari di avere un contratto fisso, ma di certo non creare posti di lavoro.

 

 

 

Questa voce è stata pubblicata in SERVIZI AI LAVORATORI. Contrassegna il permalink.