E’ PASQUA DI PASSIONE PER I LAVORATORI E LE LAVORATRICI!

E’ una Pasqua di “passione” per molte migliaia di Lavoratori e di Lavoratrici italiani.pasqua amara

Le aziende chiudono e la disoccupazione avanza,  i prezzi dei beni di prima necessità sono alle stelle e gettito fiscale è  in netto calo.

E un dato estremamente preoccupante perché non si intravede la luce e nemmeno una stabilità politica del paese che possa intraprendere azioni urgenti per avviare l’occupazione.

La spesa delle famiglie per il pranzo di Pasqua caleranno del 30% rispetto a quella del 2012, attestandosi intorno a 3,2 miliardi.

Sarà inevitabilmente una Pasqua all’insegna del risparmio, quindi, che vedrà 8 italiani su 10 preferire il pranzo in famiglia alla gita fuori porta.

La Pasqua 2013 sarà ricordata  anche per l’accresciuta sensibilità nei confronti degli sprechi. Il 57% degli italiani ha infatti ridotto lo spreco di cibo per effetto della crisi, e tra questi il 47% lo ha fatto attraverso scelte più oculate, il 31% riducendo le dosi acquistate, il 24% utilizzando quello che avanza per il pasto successivo.

Il menu di Pasquetta, infatti, per molti italiani è a base di polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia, «un’ottima soluzione per utilizzare gli avanzi della Pasqua». «Con la crisi  in quattro famiglie su dieci riscopriranno il piacere della preparazione casalinga dei dolci tipici della tradizione di Pasqua.

In questa crisi drammatica, senza via d’uscita, colpiscono le dichiarazioni dei vari Cicchitto, Santanchè, Schifani, Gasparri: tutte improntate alla disponibilità del loro partito, il Pdl, a trovare un accordo di governo. I loro volti sembrano quasi  convincenti. Ma poi se uno va a  rileggersi la storia del partito di Berlusconi emergono storie, atteggiamenti da bava alla bocca e toni di voce  da squadristi in libera uscita, ti dici: impossibile crederci.

Ma se invece quelli del Pdl fossero improvvisamente diventati  tutti più buoni? Se fossero stati  stati sottoposti ad una cura di bromuro dal loro capo?  In un partito in cui il saluto fascista capita di vederlo sempre più spesso tra i suoi militanti, con Berlusconi che sabato a Roma tendeva la mano come faceva Mussolini, per salutare il suo popolo pagato per esserci, difficile se non impossibile pensare  ad un cambio di rotta.

La verità insomma  è che quelli del pdl si fingono agnelli ma continuano ad essere dei lupi. La loro strategia chiara, lo  ripeto da giorni, è quella di apparire disponibili per dare la colpa a Bersani per non esser stati accettati al governo. E siccome nuove elezioni sono alle porte, loro spenderanno quell’atteggiamento da finti agnelli sacrificali per sparare bordate agli avversari sin dal primo giorno di campagna elettorale.

Ci sarebbe da ridere se la storia non fosse tutta da piangere. Ricordiamo , ieri,  Berlusconi che cacciava Fini. La russa che cacciava a pedate un giornalista in conferenza stampa, le manfrine della santanchè che si alzava e se ne andava alzando la voce nei programmi televisivi. Statene certi. Se oggi avessero vinto loro le elezioni, anche solo dello 0,1 per cento, avrebbero subito fatto man bassa di cariche istituzionali: camera, senato, premierato, presidenza della repubblica. Tutto per  loro. Altro che solidarietà nazionale, altro che senso di responsabilità. Poi avrebbero chiuso come sempre ogni dialogo con il Pd. E imposto la loro politica .  Certo, ora non possono. Ma insieme con Grillo bloccano qualsiasi possibilità di dar vita ad un nuovo governo dei democratici perchè  del bene dell’Italia , a loro non importa nulla. A loro interessano le poltrone e gli affari che faranno quando torneranno al comando.

Bersani del resto, salendo ieri al Colle, ha posto subito  il problema a Napolitano. Troppi ostacoli, troppi ricatti per formare il governo. Solo stasera sapremo cosa avrà deciso il capo dello stato. Ma inutile illudersi. Si andrà al voto prestissimo. E’ l’unica cosa da fare. Forse, amaramente,  la più giusta. Default per default, tanto vale dare un governo che governi al Paese. Per ricostruire dalle macerie di questi  dodici  anni, quasi tutti a guida Pdl.

E se facessimo il bis, a causa di questa immonda legge elettorale ? Non penso. Le cose cambieranno da qui a giugno. Non durerà a lungo, ma vincerà lui. Silvio. Anche se, fateci caso, il cavaliere è molto  affaticato fisicamente: sabato, 50 miseri  minuti di comizio. La vecchiaia  avanza  a passi da gigante anche per Berlusconi. Ma la furbizia machiavellica non l’ha ancora abbandonato.

Il Pdl, tornerà il primo partito, dicevo. Non per altro: questione di soldi, di 30 denari e ricariche telefoniche. Di occupazione militare delle tante tv a disposizione del cavaliere. Che vestirà proprio i panni dell’agnellino e batterà su questo tasto, sulla presunta responsabilità del Pd, per vincere le elezioni: ‘noi eravamo disponibili, ma quei comunisti del partito di Bersani non hanno voluto’, dirà Berlusconi. Parola di uno che fa il saluto fascista. E paga gli italiani per applaudirlo da sotto il palco.

Quegli italiani che più che le mani, dovrebbero battersi il petto, colpevoli di aver consentito di governare  a chi ci ha trascinato nel precipizio. A meno che. A meno che il terremoto politico dei prossimi giorni. non porti ad uno sparigliamento totale delle carte. Scenario molto probabile in tempi lunghi, è vero. Ma se la maionese impazzisse prima di subito, in pochi mesi  potrebbe accadere che:  si spaccano i grillini. Una parte resta col capo a destra, l’altra forma un movimento civile di sinistra. Si spacca il Pd. Una parte si unisce alla sinistra ex grillina. L’altra va con Renzi, fondando  un nuovo partito di centro destra. Più destra che centro, con i montiani e i fuoriusciti del Pdl. Un partito da 30, 40 per cento di elettori. In quel caso Grillo e Berlusconi resterebbero con il cerino in mano. Ma è ancora presto per prevedere quello che accadrà e avremo tempo per riparlarne.  Dipende tutto  da Napolitano. Di sicuro, ci attende una  Pasqua di passione. Che non credevamo  proprio di  dover  mai vivere.

 

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