A.S.La COBAS

AL FIANCO DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI

A.S.La COBAS - AL FIANCO DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI

CIG E MOBILITA’ IN DEROGA 2012 (REGIONE LAZIO)

Novità 2012:  accesso agli ammortizzatori in deroga

CIGS in deroga
Requisiti dei datori di lavoro e dei lavoratori
Specificità
Procedure per l’accesso alla CIG in deroga
Proroghe di accordi definiti nel 2011
Comunicazione ore CIGS effettivamente utilizzate

Mobilità in deroga
Requisiti di accesso
Specificità
Procedure


Novità 2012:  accesso agli ammortizzatori in deroga – generalità

L’accesso agli ammortizzatori in deroga nel 2012 è regolato da un accordo stipulato fra le parti sociali il 22 dicembre 2011 che finalizza l’accesso a queste misure esclusivamente a favore dei lavoratori che non possono usufruire di altri ammortizzatori ordinari o di altri istituti di sostegno al reddito. Il nuovo accordo prevede specifici requisiti dei datori di lavoro e del lavoratori destinatari, procedure semplificate per prorogare accordi stipulati nel 2011 e misure di politica attiva finalizzate alla riqualificazione ed al reinserimento lavorativo.

CIG in deroga

Requisiti dei datori di lavoro e dei lavoratori
-    Datori di lavoro qualificati come imprese, studi professionali ed altre tipologie imprenditoriali e non imprenditoriali con l’eslusione dei datori di lavoro domestico;
-    Lavoratori: occupati presso unità produttive ubicate nel Lazio in possesso dei requisito di 90 giorni di anzianità aziendale presso il datore di lavoro richiedente;
-    Tipologie contrattuali ammesse: tutti i contratti di lavoro dipendente subordinato inquadrati come operai, impiegati, quadri, soci-lavoratori di cooperative, compresi quelli in regime ex DPR 602/72 ed i lavoratori a domicilio monocommessa.

Specificità:
-    Lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato (compreso contratto di inserimento): la CIG in deroga può essere usufruita fino alla naturale scadenza del contratto;
-    Apprendisti: quando siano gli unici dipendenti dell’impresa richiedente o quando gli altri lavoratori in carico all’azienda siano interessati alla CIGS in deroga;
-    Lavoratori somministrati:  quando gli altri lavoratori in carico all’azienda siano interessati alla CIGS in deroga, inoltre il requisito di 90 giorni di anzianità aziendale viene computato tenendo conto dei periodi anche non continuativi di lavoro effettuati presso una o più Agenzie per il lavoro;
-    Nel caso di imprese rientranti nell’ambito di applicazione della CIGS in legislazione ordinaria, la CIG in deroga può intervenire solo per il periodo non coperto dalla CIG ordinaria;

Procedure per l’accesso alla CIG in deroga
L’accesso a questo ammortizzatore è autorizzato dalla Regione Lazio a seguito dei seguenti passaggi:
-    Richiesta di esame congiunto alla stessa Regione da presentare prima dell’inizio del periodo di CIG in deroga;
-    Sottoscrizione dell’accordo presso la Regione;
-    Invio della domanda on line da parte dell’azienda entro 20 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo
-    La Regione autorizza, con proprio provvedimento, di norma entro 60 giorni dall’invio della domanda on line nei limiti dei massimali di costo orario definiti da INPS e per non più di 40 ore settimanali per ogni lavoratore salvo diversa previsione del CCNL;
-    I lavoratori dovranno presentarsi al CPI di competenza entro 5 giorni dalla sospensione dal lavoro (e comunque entro 5 giorni dalla presentazione della domanda on line)

Proroghe di accordi definiti nel 2011
In caso di accordi sottoscritti nel 2011 e con scadenza al 31/12/2011 è possibile prevedere un’estensione del periodo di CIG in deroga fino al 31/12/2012 sulla base dei requisiti di aziende e lavoratori sopra descritti e delle successive condizioni:
-    Messa a disposizione delle Regione dei dati relativi al reale utilizzo della CIG in deroga ovvero del monte ore usufruito dai lavoratori nel 2011 da indicare nel medesimo accordo;
-    La possibilità di definire la proroga dell’accordo al 2012 direttamente fra le parti (senza dover sottoscrivere un nuovo accordo regionale) è possibile se le parti dichiarano e si impegnano ad utilizzare un monte ore di cigs per il 2012 inferiore del 10% rispetto al monte ore utilizzato nel 2011;
-    Nel caso di domande di CIGS relative al 2011 che hanno riguardato periodi inferiori ai 12 mesi, il monte ore utilizzato nel 2011 va comunque riparametrato per l’intero anno e per la richiesta di proroga 2012 va fatta una riduzione del 10% rispetto al monte ore 2011;
-    L’efficacia degli accordi  di proroga è subordinata all’invio della domanda on line da effettuarsi entro 20 giorni dalla sottoscrizione dell’accordo che va contestualmente inviato alla casella di posta elettronica dedicata   accordicigs@regione.lazio.it;

- l’accordo va definito sulla base di un Modello di verbale di accordo per proroga Cig in deroga – Anno 2012 saricabile da questo link.

Comunicazione ore CIGS effettivamente utilizzate
In relazione alle ore di cigs effettivamente utilizzate mensilmente dalle aziende che hanno fatto domanda (anche in attesa della definizione delle determinazioni regionali di autorizzazione) si informa che vanno inviate:
- comunicazioni mensili  ad INPS alla fine del periodo di paga ed utilizzando il mod. SR41;
- comunicazioni ad Italia lavoro sulla base dei modelli di cui al successivo Link:  http://www.portalavoro.regione.lazio.it/portalavoro/modulistica/dettaglio.php?id=50&type=sez
- comunicazione alla Regione Lazio.

La comunicazione alla Regione Lazio va fatta mensilmente sia da parte delle aziende che hanno ottenuto precedentemente l’autorizzazione, sia da parte delle aziende che hanno fatto domanda, laddove la domanda è allo stato positivo o in fase di autorizzazione, entro il giorno 10 del mese successivo a quello della sospensione . Per fare la comunicazione occorre:
- entrare sull’applicativo già utilizzato per fare la domanda con id e pwd  in proprio possesso;
- aprire “gestione ore cigs” per avere  l’elenco delle domande in stato autorizzata, positiva e in fase di autorizzazione;
- entrare su ogni singola domanda e all’interno del mese che va compilato indicare il numero di ore complessive (operai più impegati) di cigs che l’azienda ha effettivamente utilizzato (e comunicato ad INPS) nel mese di riferimento.
Una volta salvata la domanda non è possibile modificare le ore inserite. Eventuali errori di imputazione delle ore utilizzate possono essere segnalate con una mail a cigsderoga@regione.lazio.it .

A partire dal 1^ marzo 2012 la Regione metterà a disposizione, nell’ambito del medesimo applicativo già disponibile per inviare le domande on line, una funzione che consentirà di comunicare i nominativi dei lavoratori che, già sospesi nell’ambito della CIG in deroga, sono temporaneamente reintegrati nel loro posto di lavoro.

Accesso alla Mobilità in deroga

L’accesso all’indennità di mobilità in deroga è consentito ai lavoratori licenziati da unità produttive ubicate nel Lazio che non siano in possesso dei requisiti per accedere all’indennità di mobilità ordinaria o all’indennità di disoccupazione.

Requisiti di accesso:
-    I lavoratori devono possedere un’anzianità aziendale di almeno 12 mesi, dei quali almeno 6 di lavoro effettivamente prestato, compresi i periodi di sospensione del lavoro derivanti da ferie, festività ed infortuni;
-    L’anzianità aziendale nel caso dei lavoratori somministrati vene valutata tenendo conto dei periodi di lavoro anche non continuativi effettuati presso una o più Agenzie per il lavoro;
-    Le tipologie contrattuali sono le medesime già definite per la cig in deroga.

Specificità:
-    la durata della mobilità in deroga non può superare l’anzianità aziendale maturata;
-    in caso sia possibile usufruire della indennità di disoccupazione, la mobilità in deroga è attivabile solo dopo il periodo di utilizzo dell’altro ammortizzatore, qualora il lavoratore risulti ancora privo di occupazione;
-    in caso di contratto di lavoro a tempo determinato o di contratto di apprendistato, la durata della mobilità in deroga nel 2012 non può superare la naturale scadenza del contratto;
-     per i lavoratori che hanno beneficiato della mobilità ordinaria che scade nel 2012 o provenienti dalla mobilità ordinaria e successivamente beneficiari della mobilità in deroga in scadenza  al 31/12/2011, la mobilità in deroga viene concessa sulla base dei seguenti criteri: a) lavoratori che maturano i requisiti per il pensionamento nel 2012; b) lavoratori inseriti in programmi di politica attiva il cui accesso è legato alla titolarità del trattamento di mobilità; c) lavoratori che costituiscono o appartengono ad un nucleo familiare con reddito ISEE non superiore ai 18.000 €; d) lavoratori inseriti in un piano di reinserimento lavorativo previsto nell’ambito dell’accordo fra le parti.  Uno dei suddetti requisiti rappresenta una condizione per la concessione della mobilità in deroga a favore di quei lavoratori che ne hanno usufruito continuativamente per almeno 4 anni;
-    Sanità: il settore della sanità è regolato da specifici accordi sindacali con la Regione. In attesa della definzione del relativo  accordo quadro di settore, gli accordi di proroga per l’anno 2012 dovranno essere sottoscritti dalle parti in sede regionale secondo le modalità dell’accordo quadro di settore definito nel 2011.

Procedure per l’accesso alla mobilità in deroga
La Regione Lazio autorizza la concessione della mobilità in deroga:
- nell’ambito della procedura di cui agli artt. 4 e 24 della L. 223/1991, laddove prevista;
-    In alternativa, a seguito di richiesta di incontro che va presentata dalle Organizzazioni Sindacali alla Regione di norma entro 30 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, ovvero prima della scadenza della fruizione dell’indennità di disoccupazione o dell’indennità di mobilità ordinaria o in deroga;
-    A seguito di presentazione della domanda on line alla Regione entro 20 giorni dalla sottoscrizione del suddetto accordo;
-    La Regione autorizza con proprio provvedimento amministrativo da adottarsi, di norma, entro 30 giorni dalla presentazione della domanda on line;
-    I lavoratori si presentano ai Centri per l’impiego di propria competenza entro 15 giorni dall’invio della domanda on line.




1. Aspetti generali

In seguito a quanto previsto all’art. 19 del DL 185/2008 e successive modifiche e integrazioni e in particolare, all’art. 7ter della L. 33/2009, è stata prevista una estensione del ricorso ai trattamenti di integrazione salariale in deroga per far fronte alla crescente crisi produttiva e occupazionale che sta interessando tutto il territorio nazionale.

L’integrazione salariale spetta ai lavoratori interessati per le ore di lavoro non prestate comprese tra le 0 ore ed il massimo di 40 ore settimanali, oppure per il minor orario contrattuale normalmente praticato. L’importo della CIGS in deroga è pari all’80% della retribuzione globale lorda che il lavoratore avrebbe percepito per le ore di lavoro non prestate ed è dovuto nei limiti del massimale mensile (da rapportare al massimale orario) che viene stabilito annualmente con decreto ministeriale.

Tale importo deve essere ridotto dell’aliquota contributiva prevista per gli apprendisti. Al fine di definire il massimale orario occorre dividere il massimale mensile per le ore lavorabili in ciascun mese.

I periodi di fruizione di integrazione salariale, in quanto equiparati a quelli di effettivo lavoro, danno luogo all’accredito di contribuzione figurativa utile sia per il diritto sia per il calcolo della pensione. Il calcolo dei contributi va fatto sulla base della retribuzione cui è riferita l’integrazione salariale. Al lavoratore che percepisce l’integrazione salariale, se sussistono le condizioni previste dalla normativa in materia, è dovuto l’assegno per il nucleo familiare.

Per dare una rapida risposta alle esigenze del territorio e ampliare la platea dei beneficiari di tali trattamenti, sono state coinvolte Regioni che attraverso risorse finanziarie aggiuntive, anche del FSE, e procedure informatiche specifiche potranno semplificare le procedure e ridurre i tempi di attesa dei trattamenti. Sempre a cura delle regioni saranno anche attivate interventi di politica attiva di orientamento e formazione per i lavoratori sospesi o in mobilità.

La Regione Lazio, in seguito a un Accordo stipulato con il Ministero del Lavoro, della Salute e della previdenza sociale, in data 15 aprile 2009, e ad un successivo Accordo siglato con le Parti sociali, in data 8 maggio 2009, ha definito le procedure del programma di azione per l’utilizzo degli strumenti previsti dalla normativa in deroga, CIGS e mobilità, in favore dei lavoratori colpiti dalla crisi.

Sulla base delle procedure individuate la Regione, presso la quale già viene stipulato l’Accordo con l’impresa e le OO.SS. , emana il provvedimento di autorizzazione al trattamento di integrazione salariale e ne da comunicazione all’INPS, per l’erogazione del trattamento,e ai Centri per l’impiego, per l’attivazione degli interventi di politica attiva (orientamento, formazione, riqualificazione,ecc.).

Per agevolare le imprese ed i consulenti dei lavoro nella gestione di questo adempimento la Regione Lazio ha predisposta il documento “ Linee guida per le gestione delle domande di CIGS e mobilità in deroga alla Regione Lazio” che viene consegnato agli attori dell’accordo regionale e che può essere scaricato dal fondo della pagina.

La legge 23 dicembre 2009 n. 191 (finanziaria per il 2010) ha parzialmente rivisto tali norme e questa scheda informativa è aggiornata  ai contenuti rivisti ed integrati dell’art. 19 della L. n. 2/2009 ed alla Circolare INPS n. 107 del 4 agosto 2010.

2. Imprese e lavoratori destinatari

Sono destinatarie dei trattamenti in deroga le aziende, compresi i datori di lavoro non imprenditori, non rientranti nella normativa sulla CIGS o, anche, quelle aziende che, pur avendo diritto alla CIGS o alla mobilità, ne hanno già fruito superando i limiti di durata. I dipendenti degli studi professionali, possedendo i requisiti di anzianità aziendale,   potranno beneficiare esclusivamente della mobilità in deroga (Interpello MLPS n. 10/2011).

Per quanto riguarda i lavoratori, si precisa che tali trattamenti possono essere concessi con riferimento a tutte le tipologie di lavoro subordinato, ed in particolare:

 

  • Lavoratori con contratto a tempo indeterminato;
  • Lavoratori con contratto a tempo determinato;
  • Lavoratori con contratto di apprendistato;
  • Lavoratori con contratto di somministrazione (a tempo determinato o indeterminato)
  • Lavoratori a domicilio (INPS, messaggio 1908 del 20 gennaio 2010);
  • Soci-lavoratori delle imprese cooperative, compresi quelli in regime ex D.P.R 602/72.

Inoltre, i lavoratori destinatari delle misura devono possedere:

  • in riferimento alla mobilità in deroga: un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato, ivi compresi i periodi di sospensione dal lavoro, derivanti da ferie, festività ed infortuni, in rapporti non a termine (art. 16, comma 1, della legge n. 223/1991); resta escluso l’accesso alla mobilità in deroga ai lavoratori che, al termine dell’indennità di mobilità disciplinata dalla legislazione ordinaria, risultino ancora privi di occupazione, fatto salvo il caso in cui un ulteriore periodo di ammortizzatori sia utile al raggiungimento dei requisiti per la pensione di anzianità o di vecchiaia, nonchè la continuità delle prestazioni in favore di soggetti inseriti in programmi di politica attiva in corso al 31/12/2010, per il cui accesso è richiesto il requisito della titolarità dell’indennità di mobilità;
  • in riferimento alla CIGS in deroga: un’anzianità lavorativa presso lo stesso datore di lavoro di almeno novanta giorni (art. 8, comma 3, del D.L. n. 86/1988)

Ai fini del calcolo del requisito di cui all’art. 16, comma 1, della legge n. 223/1991, sono prese in considerazione anche le mensilità accreditate dalla medesima impresa presso la Gestione separata, in favore dei soggetti che hanno operato in regime di monocommittenza con un reddito superiore a 5.000 euro complessivamente riferito a dette mensilità (art. 7-ter, comma 6, D.L. n. 5/2009; INPS circ. n. 75/2009).

Il messaggio INPS n. 1908 del 20 gennaio 2010 precisa che nel caso dei lavoratori a domicilio il requisito contributivo è di 90 giorni di anzianità lavorativa presso l’azienda che li pone in CIGS.

I suddetti criteri si applicano a decorrere dal 11 aprile 2009, data di entrata in vigore della norma (circolare INPS n. 75 del 26 maggio 2009), facendo riferimento:

  • per l’indennità di mobilità alla data del licenziamento;
  • per le integrazioni salariali, alla data di presentazione della domanda;

L’erogazione degli ammortizzatori sociali in deroga è, altresì, subordinata al rilascio da parte del lavoratore interessato di una dichiarazione di immediata disponibilità a partecipare ad un intervento di politica attiva offerte dal centro per l’impiego competente (Orientamento, formazione, riqualificazione professionale,ecc.). Nel caso di lavoratori in mobilità la dichiarazione da parte del lavoratore dovrà comprendere anche l’accettazione di un’offerta di lavoro. In caso di rifiuto di sottoscrivere la dichiarazione ovvero, una volta sottoscritta, in caso di rifiuto di un percorso di riqualificazione o di un lavoro congruo, il destinatario del trattamento perde il diritto a qualsiasi erogazione di carattere retributivo e previdenziale a carico del datore di lavoro, fatti salvi i diritti già maturati (art. 19, comma 10, D.L. n. 185/2008; INPS circ. n. 75/2009; mess. n. 13613/2009).

Nel caso la mobilità o la CIGS in deroga riguardino imprese localizzate in più regioni e che hanno fatto l’accordo presso il Ministero del lavoro, l’istanza va fatta presso lo stesso Ministero utilizzando il modello scaricabile dal seguente link.

2.1. Modalità di attivazione dell’intervento regionale di concessione dei trattamenti in deroga

La procedura qui descritta entra in vigore a partire dagli accordi stipulati in sede regionale successivamente al 1° maggio 2009 ( Accordo Regione Lazio – INPS del 10 luglio 2009).

Pertanto le fasi di attivazione dell’intervento, per quanto riguarda la richiesta di autorizzazione alla Regione possono essere così delineate:

  1. Accordo con le parti sociali sottoscritto presso la Regione;
  2. Istanza dell’azienda (o delle Organizzazioni sindacali, in caso di mobilità in deroga, ove l’azienda abbia già chiuso la propria attività) inviata alla Regione Lazio l’elenco dei lavoratori coinvolti, la dichiarazione del possesso dei requisiti previsti dalla legge, la dichiarazione attestante che i lavoratori interessati al trattamento hanno rilasciato la prevista la dichiarazione di disponibilità;
  3. Istruttoria delle istanze da parte dell’Agenzia regionale Lazio Lavoro,
  4. Rilascio dell’autorizzazione al trattamento di integrazione salariale in deroga da parte della Direzione regionale lavoro, pari opportunità e politiche giovanili;
  5. Comunicazione degli esiti dell’istruttoria all’azienda (o alle parti sociali nel caso in cui l’azienda non fosse più attiva o in casi di proroga della mobilità) ed all’INPS;
  6. Comunicazione da parte della Regione ed invio degli elenchi dei lavoratori coinvolti nell’intervento ai Centri per l’impiego;
  7. Presentazione dei lavoratori presso i Centri per l’impiego per la conferma della dichiarazione di disponibilità e per la firma del Patto di servizio e la stipula del “Piano di azione individuale” (PAI) nell’ambito del quale sono previste le misure di politica attiva del lavoro che saranno erogate;
  8. Comunicazione all’ INPS, in caso di mancata partecipazione o interruzione non giustificata della partecipazione da parte dei lavoratori alle misure concordate nell’ambito del Piano di Azione individuale, per l’interruzione dei trattamenti previsti a favore dei lavoratori.

In particolare, per quanto attiene all’Accordo delle parti sociali definito in sede regionale lo stesso vede come attori l’impresa, le associazioni sindacali di categorie e la stessa Regione. Per la stipula dell’accordo è necessario inviare un fax su carta intestata dell’azienda, o delle OO.SS. in caso l’azienda non sia più operativa come può accadere in caso di mobilità in deroga, al nr. 0651684041. Per tutti i nr. e le mail di riferimento vedi le “Linee guida scaricabili da questa pagina.

L’istanza, inviata in via telematica alla Regione sulla base di un modello disponibile on line, deve essere presentata nel termine di 10 dalla sottoscrizione del relativo accordo se si tratta di proroga; per le prime concessioni il termine è di 20 giorni dall’inizio della sospensione o della riduzione dell’orario di lavoro. La stessa deve contenere:

  • l’elenco dei lavoratori coinvolti nell’iniziativa;
  • la pre-dichiarazione di disponibilità prevista dalla L. 33/2009 (con impegno a recarsi presso il CPI competente e concordare la misura di politica attiva);
  • la richiesta di pagamento diretto da parte dell’INPS;
  • le informazioni sui singoli lavoratori utili ad INPS per provvedere al pagamento delle indennità .

Procedure

a) nel caso la domanda di CIGS o mobilità in deroga sia stata richiesta al Ministero del lavoro per aziende che hanno unità operative in più regioni, occorre stipulare l’accordo presso lo stesso Ministero e inviare la domanda on line al Ministero. L’azienda invierà la domanda  (sia on line che cartacea) anche alla Regione Lazio, per le sedi localizzate nel suo territorio,  facendo riferimento all’accordo nazionale che sarà allegato alla domanda stessa;

b) nel caso di accordi stipulati a livello regionale nel 2009 o nel 2010, occorre seguire la normale procedura : quindi  occorre  definire un nuovo accordo fra le parti da stipulare in sede regionale.

c) Il numero di lavoratori inseriti nella domanda può essere superiore a quello indicato nell’accordopurchè le ore di sospensione e riduzione rimangano uguali al numero di ore previste per il numero di lavoratori precedentemente indicato sull’accordo, in sospensione totale.

Il sistema di gestione delle domande di CIGS e Mobilità in deroga sviluppato dalla Regione Lazio utilizza la medesima piattaforma e i medesimi canali di trasmissione del sistema delle Comunicazioni Obbligatorie datoriali. Questo consente, a chi è già accreditato presso uno dei servizi informativi di CO delle Province del Lazio di essere riconosciuto come utente e di poter inoltrare la domanda in via telematica senza richiedere ID e password.

Chi non è accreditato presso uno dei cinque sistemi provinciali può:

Per quanto riguarda la CIGS l’accordo iniziale si svolge in Regione e le eventuali estensioni dell’accordo, pattuite in sede aziendale, vanno inviate via mail all’indirizzo: accordigigs@regione.lazio.it .

Anche la domanda va soltanto redatta on-line e quindi non deve essere più inviata in formato cartaceo, questo vale sia per la cigs che per la mobilità in deroga.

Dopo aver compilato la domanda on line ed effettuato l’invio telematico dell’istanza, il sistema fornirà una ricevuta attestante in modo certo l’esito e la data ed ora dell’invio alla Regione.

La Regione concede l’autorizzazione, a seguito dell’istruttoria, in media nei termini di 7 giorni dalla ricezione della domanda in formato cartaceo.

Le comunicazioni relative all’esito dell’istruttorie sono inviate dalla Regione:

  • all’INPS per l’autorizzazione al pagamento delle indennità;
  • alle parti sociali firmatarie dell’accordo;
  • alle Province – Centri per l’impiego per la presa in carico dei lavoratori coinvolti;
  • alla Direzione regionale Formazione per la definizione delle misure di politica del lavoro da erogare ai lavoratori.

Sulla base delle comunicazioni regionali, l’INPS avvia il pagamento delle indennità.

2.2. Adempimenti a cura dei lavoratori

I lavoratori dovranno recarsi, a partire dalla data di notifica all’azienda della ricezione della domanda e comunque entro 5 giorni dall’approvazione della domanda, presso il Centro per l’impiego territorialmente competente:

  • assumendo a riferimento, per i residenti nella Regione Lazio, il loro domicilio;
  • assumendo a riferimento, per i residenti in altre Regioni, la sede dell’unità operativa dell’azienda in cui erano impiegati.

I lavoratori che godono del trattamento di mobilità in deroga rilasciano la dichiarazione di disponibilità all’ INPS compilando l’apposito quadro del modello INPS DS21 (Cod. SR05). Tale modello va comunque compilato entro 68 giorni dalla data di messa in mobilità.

Presso il Centro per l’impiego i lavoratori concordano le misure di politica attiva del lavoro perfezionando in tal modo la stipula del Patto di servizio, dove le misure concordate fungono da Piano di azione individuale. Sulla base delle indicazioni del Centro per l’impiego, i lavoratori si attivano per usufruire delle misure di politica attiva la cui frequenza viene monitorata dalla Regione attraverso comunicazioni che i Centri per l’impiego invieranno:

  • alla Direzione regionale lavoro, pari opportunità e politiche giovanili;
  • alla Direzione regionale Formazione professionale, FSE e altri interventi cofinanziati;
  • all’impresa (solo in caso di CIGS in deroga);
  • all’INPS.

In particolare, la Provincia comunica all’ INPS, per il tramite della Regione, i nominativi dei lavoratori che hanno interrotto, senza che ciò sia consentito dalle disposizioni nazionali o regionali, la partecipazione alle misure di politica. Tale interruzione può dar luogo alla sospensione e, nei casi previsti, alla revoca delle indennità.

I lavoratori potranno concordare con il Centro per l’Impiego competente eventuali misure alternative di politica attiva rispetto a quella già individuata

Il lavoratore non avrà diritto al trattamento di integrazione del reddito (CIGS o Mobilità in deroga) nei seguenti casi:

  • mancata presentazione al Centro per l’impiego;
  • rifiuto della sottoscrizione del PAI;
  • mancata presentazione all’intervento di politica attiva concordato con il Centro per l’impiego;
  • interruzione immotivata dell’intervento di politica attiva.

Si ricorda che in ogni caso per accedere al trattamento è indispensabile che il lavoratore abbia firmato la Dichiarazione di immediata disponibilità (DID), già richiamata nell’ultimo capoverso del paragrafo 2. “Imprese e lavoratori destinatari”

2.3. Adempimenti a cura delle imprese

L’istanza presentata dalle imprese, in caso di CIGS in deroga, contiene già le informazioni necessarie per l’erogazione del sostegno al reddito, pertanto non dovrà essere compilato il modello INPS IG15/deroga (Cod. SR 100)

L’impresa deve presentare una istanza per ogni unità produttiva interessata e nella domanda on line va precisato che si richiede l’anticipazione INPS: in sostanza non è possibile che sia l’azienda ad anticipare ai lavoratori il trattamento a sostegno del reddito.

Parimenti, per quello che attiene ai trattamenti di mobilità in deroga/proroga, l’impresa o la rappresentanza delle OO.SS. che ha sottoscritto l’accordo invia una istanza per ogni gruppo di lavoratori effettivamente collocato in mobilità in riferimento al medesimo accordo regionale.

Nell’ambito della fase di formulazione della domanda, l’impresa acquisirà la dichiarazione di disponibilità dei lavoratori utilizzando il modello INPS DID – Cod. SR 105. I modelli, firmati dai lavoratori, saranno conservati dall’impresa o dalle OO.SS. (messaggio INPS n. 16326 del 17 luglio 2009).

La domanda di autorizzazione alle Regione Lazio contiene già i dati perche l’INPS proceda all’erogazione dei trattamenti. Pertanto nessun’altro modello dovrà essere inviato all’INPS se non quello del conguaglio mensile sulla CIGS effettivamente utilizzata (Modello INPS cod. SR41).

Tuttavia, appare opportuno precisare che l’INPS può erogare, anche in attesa del provvedimento di autorizzazione regionale, le indennità di sostegno al reddito. Solo in tal caso l’impresa, oltre all’istanza alla Regione,  dovrà inviare all’INPS il modello IG15/deroga in via telematica o cartacea . L’anticipazione dei trattamenti di integrazione salariale in deroga è effettuata dall’INPS per un periodo massimo di quattro mesi dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, al termine del quale, senza che sia intervenuto alcun provvedimento di autorizzazione, o in caso di diniego del provvedimento stesso, l’INPS procederà, dandone comunicazione alla regione, al recupero delle prestazioni anticipate. Al contrario, dopo aver ricevuto i provvedimenti di autorizzazione regionali, la sede INPS competente provvederà a mutare la natura dell’autorizzazione, da provvisoria in definitiva (INPS circ. n. 75/2009).

L’impresa dovrà obbligatoriamente comunicare :

  • alla Regione, nel caso di proroghe, in sede di esame congiunto i dati sull’effettivo utilizzo dell’ammortizzatore nel corso del 2010, e i dati relativi all’effettivo utilizzo dell’ammortizzatore nel corso del 2011 inderogabilmente entro il mese successivo a quello di sospensione;
  • alla Regione le sospensioni dalla CIGS per i lavoratori inseriti nell’elenco inviato ai CPI in caso di rientro al lavoro per i periodi già autorizzati a livello regionale;
  • all’ INPS, mediante il prospetto individuale compreso nel mod. INPS SR41, il consuntivo delle giornate di effettiva CIGS al termine di ogni periodo di paga, (INPS mess. n. 13613 del 15 giugno 2009).

Si evidenzia che l’applicativo che carica i dati dal sistema di CO , in caso di informazioni errate o comunque da modificare relative sia all’azienda che al lavoratore, consente all’azienda ed esclusivamente a questa la modifica di tali dati.

Cumulabilità tra redditi derivanti dal trattamento di integrazione salariale e da quelli da lavoro subordinato o autonomo

E’ consentito ai lavoratori in cassa integrazione (sia ordinaria che straordinaria) l’instaurazione di rapporti di lavoro a tempo determinato di carattere subordinato o autonomo pur in costanza di trattamento di integrazione salariale. Durante tale rapporto di lavoro l’integrazione salariale verrà sospesa da parte dell’INPS.
Occorre che il lavoratore invii una comunicazione in tal senso preventiva all’INPS precisando le date di inizio e termine del rapporti di lavoro, pena da decadenza dalla CIG.
L’INPS, con circolare n. 75 del 12 aprile 2007, informa  che in mancanza di tale comunicazione preventiva alla sede provinciale dell’INPS, il lavoratore decade dall’intero trattamento d’integrazione salariale, per tutto il periodo della concessione anche se  il periodo di occupazione  è inferiore rispetto a quello in cui è previsto l’intervento della cassa integrazione stessa (legge 160/1988 art. 8 comma 5).

La circolare INPS n. 107 del 5/8/2010 ha chiarito le ipotesi nelle quali è possibile la cumulabilità dell’integrazione salariale con l’attività di lavoro autonomo o subordinato. Il caso in cui il lavoratore in cassa integrazione svolga altra attività di lavoro remunerata è regolato dal combinato disposto dell’art. 3 del Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 788 del 1945 e dall’art. 8 del Decreto Legge n. 86 del 1988. Il combinato disposto delle norme citate non sancisce una incompatibilità delle prestazioni integrative del salario con il reddito derivante dallo svolgimento di un’attività lavorativa sia essa autonoma che subordinata. Nel caso di attività lavorativa autonoma, grava sul lavoratore, al fine del riconoscimento del diritto a mantenere l’integrazione salariale per la differenza, l’onere di dimostrare che il compenso percepito è inferiore all’integrazione salariale stessa ( sentenza Corte di Cassazione n. 12487 del 23/11/1992). Resta comunque necessaria la comunicazione preventiva resa dal lavoratore alla sede provinciale dell’INPS circa lo svolgimento dell’attività secondaria, al fine di evitare la decadenza dal diritto alle prestazioni per tutto il periodo della concessione.

Si ha incompatibilità nel caso in cui il lavoratore beneficiario dell’integrazione salariale abbia iniziato un nuovo rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato.

Agevolazioni per lavoratori beneficiari di trattamenti in deroga

Sono stati disposte tre tipologie di benefici a favore di questi lavoratori rispetto a cui si rimanda alle relative schede di approfondimento:

1. incentivi, previsti dall”art. 7-ter, comma 7, D.L. n. 5/2009,  rivolti alle aziende per l’assunzione di lavoratori sospesi dalle aziende e che sono destinatari della CGIS o della Mobilità in deroga;

2. incentivi per mettersi in proprio (Decreto interministeriale 18 dicembre 2009)

3. incentivi per la partecipazione a progetti di formazione e di riqualificazione professionale (decreto interministeriale 18 dicembre 2009).

 

Seguendo i link inseriti ai punti da 1 a 3 sarà possibile visualizzare le specifiche schede informative inserite nel Portale regionale lavoro.

Cumulabilità tra redditi derivanti dall’ indennità di mobilità e il lavoro subordinato o autonomo

La circolare INPS n. 67 del 14 aprile 2011 fornisce indicazioni circa la compatibilità dell’indennità di mobilità con lo svolgimento di attività lavorativa e la eventuale cumulabilità della remunerazione con la stessa indennità.

Qualora il lavoratore, durante il periodo di godimento dell’indennità accetti l’offerta di lavoro subordinato a tempo determinato o a tempo parziale ( sia esso a tempo determinato che a tempo indeterminato) dandone tempestiva comunicazione all’INPS, la prestazione viene sospesa mantenendo l’iscrizione nella lista.

La stipula di un nuovo contratto a tempo pieno e indeterminato provoca invece la decadenza della prestazione e dall’iscrizione alle liste di mobilità.

In materia di lavoro autonomo nessuna norma specifica prevede la sospensione o decadenza dell’indennità.
La legge 223/1991 prevede la facoltà per il lavoratore in mobilità di ottenere, qualora ne faccia richiesta, la corresponsione anticipata della prestazione in un’unica soluzione per intraprendere un’attività autonoma oppure associarsi in cooperativa.
Il lavoratore non è obbligato a chiedere l’anticipazione e la legge non stabilisce la decadenza dalla prestazione di mobilità nel caso egli non si avvalga della suddetta richiesta di anticipazione.
L’attività di lavoro autonomo è compatibile con la percezione dell’indennità di mobilità quando i redditi che ne derivino siano tali da non comportare la perdita dello stato di disoccupazione.
Tali redditi, in vigenza dell’attuale normativa in materia di imposte sui redditi, sono quantificati in 4.800 euro nell’anno solare per l’attività di lavoro autonomo e 8.000 euro per le collaborazioni coordinate e continuative.
La remunerazione potrà cumularsi con l’indennità di mobilità nei limiti in cui sia utile garantire la percezione di un reddito pari alla retribuzione spettante al momento della messa in mobilità.
Ai fini dell’accertamento del reddito del lavoratore, lo stesso è tenuto a dichiarare all’INPS il reddito che preveda di ottenere nel corso dell’anno solare.
Per lo svolgimento di lavoro subordinato a tempo determinato o parziale, tale comunicazione, dovrà essere resa entro il termine di 5 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa autonoma.
Al termine dell’anno solare, e comunque non oltre i termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, il lavoratore dovrà comprovare il reddito effettivamente conseguito nello svolgimento del lavoro autonomo.

Disposizioni particolari per i lavoratori dei vettori aerei: rispetto alla regola generale del venir meno del precedente rapporto di lavoro in caso di stipula di un nuovo rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, l’art. 2 del Decreto Legge n. 134 del 2008, pone una parziale deroga con esclusivo riguardo alle ipotesi di cassa integrazione guadagni straordinaria concessa al personale, anche navigante, dei vettori aerei e delle società da questi derivate a seguito di processi di riorganizzazione o trasformazioni societarie.

Si ha piena compatibilità tra attività di lavoro e integrazione salariale, quando la nuova attività di lavoro dipendente intrapresa, per la collocazione temporale in altre ore della giornata o in periodi diversi dell’anno, sarebbe stata comunque compatibile con l’attività lavorativa sospesa che ha dato luogo all’integrazione salariale. Questa ipotesi ricorre nel caso in cui i due rapporti di lavoro siano part-time, sia orizzontale che verticale.

Per gli anni 2009 e 2010 i lavoratori beneficiari di integrazioni salariali per sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, possono effettuare lavoro accessorio in tutti i settori produttivi e per tutte le attività con il limite massimo di 3.000 euro per anno solare (Legge 33/2009 – Legge 191/2009). Le remunerazioni da lavoro accessorio che superino i 3.000 euro non sono integralmente cumulabili; ad esse dovrà essere applicata la disciplina ordinaria sulla compatibilità ed eventuale cumulabilità parziale della retribuzione. Il lavoratore ha, inoltre, l’obbligo di presentare preventiva comunicazione all’INPS.

Secondo l’orientamento giurisprudenziale, qualora il lavoratore dimostri che il compenso o provento per tale attività è inferiore all’integrazione stessa, avrà diritto ad una quota pari alla differenza tra l’intero importo dell’integrazione salariale spettante e il reddito percepito.

Se il lavoratore beneficiario del trattamento di integrazione salariale intraprende una nuova attività di lavoro autonomo, spetta al lavoratore dimostrare e documentare l’effettivo ammontare dei guadagni e la loro collocazione temporale al fine di consentire all’INPS l’erogazione dell’eventuale quota differenziale di integrazione salariale. nel caso in cui l’ammontare dei redditi non sia quantificabile o collocabile temporalmente, l’INPS deve comunque sospendere l’erogazione dell’integrazione dal momento della comunicazione preventiva.


Riferimenti normativi ed atti di regolazione

• Art. 19 – Legge 28 gennaio n. 2 (contiene modifiche apportate dalla L. n. 33/2009 e 191/2009 (legge finanziaria per il 2010)

• Accordo in CU del 12 febbraio fra Governo e Regioni/Province autonome “Interventi a sostegno del reddito e delle competenze”

• Regione Lazio – DGR 491 del 26 giugno 2009 ”Recepimento dell’Accordo tra Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali e la Regione Lazio del 15 Aprile 2009 in attuazione dell’Intesa, in sede di Conferenza Stato-Regioni, tra Governo, Regioni e Province autonome sugli ammortizzatori sociali del 12 febbraio 2009″

· Accordo quadro adottato ai sensi del punto 6 del Protocollo fra Regione Lazio e Ministero del Lavoro del 15 Aprile 2009 per l’utilizzo degli ammortizzatori in deroga  (Documento e allegati)

NOTA BENE: L’Accordo è stato aggiornato il 22 gennaio 2010. Questo il testo del Nuovo accordo aggiornato (22 gennaio 2010), che sostituisce quello precedente. Non sono state apportate modifiche agli Allegati, disponibili accedendo al link relativo all’Accordo quadro adottato ai sensi del punto 6 del Protocollo fra Regione Lazio e Ministero del Lavoro del 15 Aprile 2009

29-12-2010 – Accordo quadro fra Regione e Parti Sociali per il periodo 1° gennaio – 31 marzo 2011

31-03-2011 – Accordo quadro fra Regione e Parti Sociali 

20 -04-2011 – Accordo Stato Regioni Ammortizzatori in deroga 2011-2012